Dall’inizio di marzo, il mercato della plastica ha vissuto un viaggio sulle montagne russe: nei primi giorni, spinto da molteplici fattori, i prezzi dei prodotti tradizionali come PE, ABS e PC sono aumentati vertiginosamente, innescando una frenesia di acquisti dettati dal panico; tuttavia, l’11 marzo, questa frenesia si è interrotta bruscamente, con i prezzi della plastica in forte calo su tutta la linea. I prodotti principali come ABS e PE hanno registrato sorprendenti cali giornalieri e la bolla dei prezzi precedentemente gonfiata si è rapidamente sgonfiata, con il mercato che è tornato alla razionalità. Per coloro che lavorano nella filiera dell’industria della plastica, questa rapida ascesa e caduta non ha messo solo alla prova la loro forza finanziaria, ma anche le loro capacità professionali e la loro mentalità nell’affrontare le fluttuazioni del mercato.

I. I prezzi della plastica tornano alla razionalità l’11 marzo: quattro fattori chiave in risonanza La brusca correzione dei prezzi della plastica dell’11 marzo è stata il risultato della convergenza di quattro fattori: fluttuazioni del prezzo del petrolio greggio, sentiment geopolitico, dinamiche di domanda e offerta e comportamento del mercato. In sostanza, si è trattato di un ritorno dei prezzi ai veri fondamentali della domanda e dell’offerta dopo che la precedente speculazione di mercato si è placata.
(I) Fattore fondamentale: il crollo del petrolio greggio provoca il completo collasso del sostegno ai costi
Essendo un prodotto fondamentale a valle dell’industria petrolchimica, i prezzi della plastica sono profondamente legati ai prezzi internazionali del petrolio greggio, che sono considerati il “barometro dei costi” del mercato della plastica. L’11 marzo, il mercato internazionale del petrolio greggio ha subito un crollo precipitoso, mettendo in scena un’estrema “inversione notturna”. Questo forte calo del petrolio greggio ha portato direttamente al completo collasso del sostegno ai costi della plastica. Successivamente, le società petrolchimiche nazionali hanno abbassato i prezzi franco fabbrica e gli operatori del mercato spot hanno seguito l’esempio. Il premio di costo precedentemente sostenuto a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio greggio è stato rapidamente spazzato via, diventando la forza trainante più diretta per il ritorno dei prezzi della plastica alla razionalità.
(II) Fattore chiave: il sentiment geopolitico si attenua, il panico sull’offerta si dissipa
Uno dei fattori principali del precedente aumento dei prezzi della plastica sono state le preoccupazioni sull’offerta innescate dai conflitti geopolitici in Medio Oriente. In precedenza, l’escalation del conflitto tra Iran e Israele aveva aumentato significativamente i rischi legati alla navigazione nello Stretto di Hormuz, portando a diffuse aspettative di mercato di un’interruzione delle forniture globali di petrolio e prodotti chimici. Oltre all’impatto delle esportazioni iraniane stagnanti, i fondi speculativi hanno colto l’opportunità di aumentare irrazionalmente i prezzi della plastica. Tuttavia, l’11 marzo, la situazione geopolitica si è notevolmente attenuata ed è emersa la notizia che il G7 intendeva liberare riserve petrolifere strategiche, alleviando completamente il panico del mercato per le interruzioni dell’approvvigionamento energetico. La bolla dei prezzi creata da fattori geopolitici ha perso il suo sostegno e le aspettative del mercato sono tornate alla razionalità.
(III) Causa principale: lo squilibrio tra domanda e offerta diventa evidente, la resistenza a valle ai prezzi elevati sopprime gli aumenti dei prezzi
L’andamento dei prezzi a lungo termine è in definitiva determinato dai fondamentali della domanda e dell’offerta. L’impennata precedente non ha cambiato la contraddizione fondamentale dello squilibrio tra domanda e offerta nel mercato della plastica. La domanda a valle non ha tenuto il passo; gli ordini da parte delle industrie utilizzatrici finali come elettrodomestici, automobili e prodotti 3C erano deboli ed era evidente la resistenza ai prezzi elevati delle materie prime. Il recente aumento dei prezzi della plastica ha aumentato significativamente i costi per le aziende a valle di stampaggio a iniezione, estrusione e lavorazione di lastre/barre. Alcuni addirittura hanno dovuto affrontare la situazione di “perdita dopo aver ricevuto gli ordini”, che ha portato a una riduzione degli acquisti e a un focus su ordini piccoli e immediati per soddisfare i bisogni di base, con conseguente rallentamento delle transazioni di mercato. Questo squilibrio tra domanda e offerta ha reso insostenibili i precedenti aumenti dei prezzi, rendendo inevitabile la correzione dell’11 marzo, con i prezzi che ritornano in un intervallo ragionevole in cui domanda e offerta sono allineate.
(IV) Driver di mercato: le vendite allo scoperto da parte dei trader aggravano la correzione
Durante il precedente aumento dei prezzi della plastica, una grande quantità di capitali speculativi e di commercianti hanno seguito la tendenza, accumulando e amplificando ulteriormente gli aumenti dei prezzi. Tuttavia, l’11 marzo, con il forte calo dei prezzi del greggio e l’allentamento delle tensioni geopolitiche, il sentiment del mercato è cambiato radicalmente. Il capitale speculativo che in precedenza aveva inseguito gli aumenti di prezzo ha chiuso le proprie posizioni e i trader, rendendosi conto dell’inversione del mercato, hanno iniziato a vendere le proprie scorte per realizzare profitti ed evitare ulteriori perdite. L’afflusso di beni spot nel mercato ha causato il caos dei prezzi, e i commercianti hanno abbassato i prezzi per facilitare le transazioni, esacerbando ulteriormente la correzione dei prezzi e spingendo il mercato dalla “frenesia” alla “razionalità”. Vale la pena notare che anche i prezzi dei prodotti semilavorati come fogli e barre di plastica sono diminuiti di pari passo con le materie prime, portando a un forte atteggiamento di attesa tra le imprese di trasformazione e riflettendo ulteriormente le aspettative razionali del mercato.
II. Cosa fare di fronte alle enormi fluttuazioni dei prezzi della plastica?
1. Abbandonare la mentalità speculativa e aderire al principio di acquistare solo ciò che è necessario.
2. Monitorare attentamente i fattori chiave che influenzano e fare previsioni di mercato accurate.
3. Ottimizzare la gestione delle scorte e ridurre il rischio di capitale immobilizzato.
4. Migliorare i meccanismi di cooperazione e bloccare costi e profitti.

5. Rafforzare le capacità interne e migliorare la competitività di base.
